Come funziona la ritenuta sulla prestazione occasionale
Se il committente è un sostituto d'imposta (società, ente, condominio, impresa o professionista in regime ordinario o semplificato) trattiene il 20% del compenso lordo e lo versa allo Stato a tuo nome. È un acconto: nella dichiarazione dei redditi il compenso si somma agli altri redditi e la ritenuta si scala dall'IRPEF dovuta. Se il tuo reddito totale è basso puoi avere un rimborso; se è alto paghi la differenza. I committenti in regime forfettario non applicano la ritenuta sui compensi di lavoro autonomo (art. 1 c. 69 L. 190/2014) e ti pagano il lordo. Lo stesso vale per chi è ancora nel vecchio regime dei minimi.
Esempio: ricevuta da 1.000,00 € lordi a una società. Ritenuta 200,00 €, netto 800,00 €. Marca da bollo da 2,00 € sull'originale perché l'importo supera 77,47 €.
Se il committente è un privato cittadino o un forfettario non c'è ritenuta: incassi il lordo e dichiari tu il compenso nel 730 o nel modello Redditi.
Il limite dei 5.000 € e i contributi INPS
I 5.000 € non sono un tetto alla prestazione occasionale ma una franchigia contributiva: finché i compensi occasionali dell'anno, da tutti i committenti, non superano questa cifra non si pagano contributi. Sulla parte che supera i 5.000 € si pagano contributi alla Gestione Separata INPS, con aliquota del 33,72% (24% se pensionato o già iscritto ad altra previdenza). Il contributo è a carico tuo per 1/3 e del committente per 2/3. Il committente trattiene la tua quota dal compenso e versa tutto.
Esempio: hai già incassato 4.000 € e fai una ricevuta da 2.000,00 €. L'eccedenza è 1.000,00 €: contributi totali 337,20 €, di cui 112,40 € a tuo carico. Netto: 1.487,60 €.
Quando superi la soglia hai due obblighi. Devi comunicarlo tempestivamente ai committenti, così possono trattenere e versare i contributi. Devi anche iscriverti alla Gestione Separata con domanda online all'INPS: basta farlo una volta, la prima volta che superi la soglia, se non sei già iscritto.
Cosa scrivere nella ricevuta
- Dati tuoi (nome, indirizzo, codice fiscale) e del committente.
- Numero e data della ricevuta, descrizione della prestazione.
- Compenso lordo. Se il committente è sostituto d'imposta, la ritenuta d'acconto del 20% (art. 25 DPR 600/1973). Se superi i 5.000 € nell'anno, la trattenuta INPS Gestione Separata a tuo carico: 1/3 del contributo calcolato con l'aliquota del 33,72% (24% se pensionato o iscritto ad altra previdenza) sulla sola parte eccedente. Infine il netto a pagare.
- Una dichiarazione sui compensi occasionali già incassati nell'anno, che dica se hai superato la soglia di 5.000 €. Non è obbligatoria ma è consigliata: dà al committente l'informazione richiesta dalla circ. INPS 103/2004.
- La dicitura "Prestazione occasionale ai sensi dell'art. 2222 c.c., esclusa dal campo IVA ai sensi dell'art. 5 DPR 633/1972".
- Marca da bollo da 2,00 € se l'importo supera 77,47 €, con la dicitura "Imposta di bollo assolta sull'originale".
Quando non è più occasionale
La prestazione occasionale è per lavori saltuari, senza coordinamento con il committente e senza continuità. Non conta solo l'importo: se lavori in modo abituale, anche con compensi bassi, serve la partita IVA. In quel caso valuta il regime forfettario.